July 12, 2014

L’architetto finlandese Reima Pietilä paragonava il processo progettuale alle azioni del pescare e del cacciare; non si puo’ essere per nulla certi di cio’ che si otterra’, e neppure se se ne ricavera’ di fatto qualcosa.


July 12, 2014

“I disegni, contenendo tutte le sottili osservazioni fatte durante il lavoro, nascono da una fermentazione interna, simili a bolle in uno stagno” ~ Henri Matisse


July 6, 2014

“Prima fai uno schizzo, poi un disegno, poi costruisci un modello, quindi vai alla realtà — vai sul cantiere — e poi torni al disegno. Costruisci una sorta di circolarità: dal disegnare al fare, e ritorno. [...] E` un approccio tipico dell’artigiano. Pensare e fare contemporaneamente. Il disegno viene rivisitato. Lo fai, lo rifai, poi lo rifai di nuovo.”

~ Renzo Piano


July 6, 2014

An idiot in Athenian democracy was someone who was characterized by self-centeredness and concerned almost exclusively with private—as opposed to public—affairs. Idiocy was the natural state of ignorance into which all persons were born, and its opposite, citizenship, was effected through formalized education.


July 5, 2014

“Perhaps the only difference between me and other people is that I’ve always demanded more from the sunset. More spectacular colors when the sun hit the horizon.”


July 4, 2014

[...] tutti i lavori artistici veri rinsaldano la percezione e la comprensione della storicita’ e della continuita’ bioculturale dell’uomo. Le rivoluzioni artistiche comportano sempre un ricongiungimento con le invisibili correnti sotterranee dell’universo della mente umana.

~ “La mano che pensa”, J. Pallasmaa.


July 4, 2014

“Abitiamo nel paesaggio e il paesaggio abita in noi. Un paesaggio ferito dalle azioni dell’uomo, la frammentazione del paesaggio urbano cosi’ come edifici sconsiderati, rappresentano tutti l’evidenza esteriore e materializzata di un’alienazione e una devastazione dello spazio umano interiore o Weltinnenraum, per usare un’espressione meravigliosa di Rainer Maria Rilke.”

~ “La mano che pensa”, J. Pallasmaa.


July 4, 2014

“Non mi pare che le parole e il linguaggio, per come sono scritti e parlati, ricoprano un ruolo nei meccanismi del mio modo di pensare. Le entità psichiche che appaiono elementi del pensiero sono segni determinati e figurazioni più o meno chiare che possono essere ripetute e ricombinate a piacimento. [...] Nel mio caso, si tratta di elementi di natura visiva, qualcuno anche connesso all’attività muscolare: le parole comuni e gli altri segni vanno invece laboriosamente rinvenuti solo in un secondo momento, quando il suddetto gioco combinatorio si è stabilizzato a sufficienza e riesco a ripeterlo a volontà.”

~ lettera di A. Einstein a J. Hadamard


July 4, 2014

[...] Alla fine, la personalità e il corpo del progettista, nella loro interezza, diventano il luogo dell’esercizio progettuale, che invece di essere compreso, viene esperito. Le idee di architettura nascono “biologicamente” dalla conoscenza esistenziale vissuta e non concettualizzata, piuttosto che derivare da mere analisi e dall’intellezione.

~ “La mano che pensa”, J. Pallasmaa.


July 3, 2014

“Sono il mio corpo” afferma Gabriel Marcel, “Sono ciò che mi sta attorno” sostiene Wallace Stevens; “Io sono lo spazio in cui sono” stabilisce Noël Arnaud; e, infine, “Io sono il mio mondo” conclude Ludwig Wittgenstein.

” [...] continuiamo a vivere nei nostri corpi allo stesso modo in cui abitiamo le nostre case, perché abbiamo tristemente dimenticato che non viviamo nei nostri corpi, ma siamo noi stessi entità incarnate. L’incarnazione non è un’esperienza secondaria; l’esistenza umana è, fondamentalmente, una condizione incarnata. “

~ “La mano che pensa”, J. Pallasmaa.


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