July 14, 2010
« Il mondo sta per finire. La sola ragione per la quale potrebbe durare, è che esiste. Come è debole questa ragione rispetto a tutte quelle che annunciano il contrario, e particolarmente a questa: che cosa ha ormai da fare il mondo sotto il cielo? Poiché, supponendo che continuasse a esistere materialmente, sarebbe un’esistenza degna di questo nome e del dizionario storico? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine carnevalesco del Sud-America – che torneremo forse allo stato selvaggio, e che andremo, attraverso le rovine erbose della nostra civiltà, a cercarci il cibo, con un fucile in mano. No – perché questa sorte e queste avventure presupporrebbero ancora una certa energia vitale, eco delle prime età. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, periremo in quello per cui abbiamo creduto di vivere. La meccanica ci avrà talmente americanizzati, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che niente, fra tutte le fantasticherie sanguinarie, sacrileghe o contro natura degli utopisti, potrà essere paragonato ai suoi risultati coincreti. […] Ma non è particolarmente attraverso delle istituzioni politiche che si manifesterà la rovina universale, o il progresso universale, poco m’importa il nome. Sarà attraverso l’avvilimento dei cuori. » ~ Baudelaire, Fusées.
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