Sul “Tasso in prigione” di Eugene Delacroix

July 14, 2010

Il poeta nella cella, sciatto, malaticcio,
sotto il piede convulso pestando un manoscritto,
misura con uno sguardo che il terrore infiamma
la scala di vertigine dove sprofonda la sua anima.

Le risate snervanti di cui s’empie la prigione
allo strano e all’assurdo chiamano la sua ragione;
il Dubbio lo circonda e la Paura multiforme,
ridicola, schifosa, gli circola d’attorno.

Questo genio rinchiuso in un buco malsano,
quelle smorfie, quelle grida, quei fantasmi il cui sciame
gli turbina diestro gli orecchi ammutinato,

questo sognatore che l’orrore del luogo ha svegliato,
ecco il tuo emblema, Anima dai sogni oscuri,
che il Reale soffoca entro i suoi quattro muri!

~ Baudelaire, “Les fleurs du mal”.

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