Ossessione

July 19, 2010

Foreste, m’impaurite come cattedrali!
Strepitate come l’organo, e i nostri cuori dannati,
stanze d’eterno lutto i cui vecchi rantoli vibrano,
rimandano gli echi dei vostri De Profundis.

Ti odio, Oceano! In sé i tuoi impeti e tumulti
lo spirito ritrova; quella risata amara
dell’uomo vinto, piena di singhiozzi e d’insulti
io la sento nel riso enorme del mare.

Come mi piaceresti, notte, senza queste stelle
la cui luce parla un linguaggio sconosciuto!
perché io cerco il vuoto, e il nero, e il nudo!

Ma perfino le tenebre sono come tele
in cui vivono, uscendomi dagli occhi a migliaia,
esseri scomparsi dagli sguardi familiari.

~ Baudelaire, “Les fleurs du mal”.

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