Spleen

July 19, 2010

Ho più ricordi che se avessi mille anni!

Un grosso stipo di cassetti, pieno di bilanci,
versi, biglietti d’amore, verbali e romanze,
e, avvolte in quietanze, pesanti ciocche di capelli,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
E’ una piramide, una cripta immensa che contiene
assai più morti della fossa comune.
– Sono un cimitero aborrito dalla luna,
dove lunghi vermi strisciano come rimorsi
senza tregua accanendosi sui miei più cari morti.
Sono un vecchio boudoir pieno di rose appassite,
d’una inerte farragine di mode sorpassate,
dove i pallidi Boucher e i pastelli nostalgici
respirano, soli, l’odore d’un flacone stappato.

Niente è più lungo di queste claudicanti giornate,
quando sotto il fioccare delle nevose annate
la noia, frutto dell’eterno disinteresse, prende
le proporzioni dell’immortalità. – O materia vivente!
non sei più che un letargico granito sprofondato
in un Sahara brumoso, cinto da un vago terrore;
una vecchia sfinge ignorata dal mondo indifferente,
trascurata dalle mappe, il cui selvaggio umore
canta soltanto ai raggi del sole morente.

~ Baudelaire, “Les fleurs du mal”.

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