July 26, 2010

« Comunque sia, finché non arriva quel giorno, ecco qua i libri, come una galassia pulsante, e le parole, dentro di essi, sono un altro pulviscolo cosmico che fluttua, in attesa dello sguardo che le fisserà con un significato o ne ricercherà un significato nuovo, perché proprio come continuano a variare le spiegazioni dell’universo, anche la frase che prima era sembrata per sempre immutabile offre improvvisamente un’altra interpretazione, la possibilità di una contraddizione latente, l’evidena del proprio errore. Qui, in questo studiolo dove la verità non puo’ essere altro che una faccia sovrapposta alle infinite maschere varianti, ci sono i soliti dizionari della lingua e i vocaboli, i Morais e gli Aurélio, i Moreno e i Torrinha, alcune grammatiche, il Manuale del perfetto revisore, vademecum del mestiere, ma ci sono anche le storie dell’arte, del mondo in generale, dei romani, dei persiani, dei grei, dei cinesi, degli arabi, degli slavi, dei portoghesi, insomma, di quasi tutto cio’ che sono popoli e nazioni, e le storie della scienza, delle letterature, della musica, delle religioni, della filosofia, delle civiltà, il Petit Larousse, il Quillet in sintesi, il Petit Robert, l’Enciclopedia politica, quella Luso-brasileira, la Britannica, incompleta, il Dizionario di storia e geografia, un atlante universale di queste materie, quello di Joao Soares, antico, gli annuari storici, il Dizionario dei contemporanei, la Biografia universale, il Manuale del libraio, il Dizionario della favola, la Biografia mitologica, la Biblioteca lusitana, il Dizionario di geografia comparata, antica, medievale e moderna, l’Atlante storico dgli studi contemporanei, il Dizionario generale delle lettere, delle belle arti e delle scienze morali e politiche, e, per concludere, non l’inventario generale, ma quello che é piu’ in vista, il Dizionario generale di biografia e di storia, di mitologia, di geografia antica e moderna, delle antichità e delle istituzioni greche, romane, francesi e straniere, senza dimenticare il Dizionario delle rarità, inverosimiglianze e curiosità, dove, sorprendente coincidenza che cade a fagiolo in questo avventuroso resoconto, si riporta come esempio d’errore l’affermazione del saggio Aristotele che la mosca domestica comune ha quattro zampe, una riduzione aritmetica che gli autori successivi hanno continuato a ripetere per secoli e secoli, quando già i bambini sapevano, per crudeltà e sperimentazione, che sono sei le zampe della mosca, poiché fin da Aristotele continuavano a strapparle, voluttuosamente contando uno, due, tre, quattro, cinque, sei, ma quegli stessi bambini, quando crescevano e andavano a leggere il saggio greco, si dicevano gli uni agli altri, La mosca ha quattro zampe, tanto puo’ l’autorità magistrale, tanto soffre la verità per la lezione che ce ne continuiamo a dare. » ~ “Storia dell’assedio di Lisbona”, José Saramago.

%d bloggers like this: