October 11, 2010

E poi fu di nuovo mattina e la giornata era calda. Come al solito Ronja e Birk fecero il bagno. Arrivarono le strigi, non una o due, ma un intero stormo crudele. -Tuffati, Ronja! -urlò Birk.

Si tuffarono e nuotarono sott’acqua, riemergendo ogni tanto per respirare. Quando videro il cielo offuscarsi di strigi sempre più numerose capirono che non c’era più speranza.

-Belli piccoli bambini nell’acqua! Ora vi graffieremo, ora il sangue scorrerà! Ihih! Alle strigi piaceva spaventare e tormentare, prima dell’attacco. Più tardi avrebbero graffiato e ucciso, ma per ora era altrettanto divertente volteggiare, gridare e strepitare.

[…]Ronja fece un tuffo e risalì di nuovo per prendere aria. I suoi occhi cercavano ansiosi: dov’era Birk? Non lo vedeva, non lo vedeva da nessuna parte, era disperata. Dov’era? Era forse affogato? L’aveva lasciata sola con le strigi?

-Birk! -urlò piena d’angoscia. -Birk dove sei?

Allora la grande strige piombò su di lei e Ronja chiuse gli occhi… “Birk, fratellino, come hai potuto lasciarmi sola nell’orrore degli orrori?”

-Ihih! -gridò la grande strige -Il sangue scorrerà!

All’improvviso Ronja udì la voce di Birk -Ronja! Vieni subito!

Una betulla buttata giù dal vento, ancora con le foglie verdi, galleggiava seguendo la corrente e Birk vi si teneva aggrappato. Ronja di tanto in tanto vedeva comparire la sua testa sopra l’acqua, ma c’era, non l’aveva lasciata sola, oh che sollievo! Ora doveva sbrigarsi altrimenti la corrente l’avrebbe trascinata troppo lontano. S’immerse, nuotò disperatamente e lo raggiunse. Birk tese una mano, la tirò verso di sé e finalmente furono aggrappati allo stesso ramo, nascosti alla meno peggio dalle foglie di betulla.

-Birk – ansimò Ronja – credevo che tu fossi affogato!  – Non ancora – disse Birk – Ma fra poco! Senti la Cascata del Calcagno? E Ronja sentì lo scroscio della massa d’acqua, la voce della Cascata del Calcagno. La corrente li stava trascinando verso quel terribile salto, erano già troppo vicini, Ronja lo sentiva e lo vedeva. La velocità aumentava e anche il fragore.

Desiderò essere più vicina a Birk, si spostò sotto le foglie verso di lui, sicura che Birk provasse quello che provava lei: meglio la Cascata del Calcagno che le strigi!

Birk le mise un braccio sulle spalle. Qualsiasi cosa fosse successa, sarebbero stati insieme, fratello e sorella, e niente li avrebbe divisi.

Ma le strigi li cercavano furibonde. Dov’erano i bambini belli? Era giunto il momento di graffiare, perchè i bambini non c’erano più?

E intanto Ronja e Birk erano già stati trascinati lontano e non sentivano più le grida. Sentivano soltanto il fragore che diventava sempre più forte e sapevano che ormai era finita.

– Sorellina – disse Birk.

Ronja non sentì le parole, ma capì dal movimento delle labbra. Anche se nessuno dei due poteva udire una parola, continuavano a parlare. Parlavano di quelle cose che bisogna dire prima che sia troppo tardi, di quanto è bello amare qualcuno tanto profondamente da non temere nemmeno il peggio: di questo parlavano, anche se non riuscivano a sentire una sola parola. Poi non parlarono più. Si tennero stretti e chiusero gli occhi.

Ci fù un colpo violento che li riscosse. La betulla aveva urtato il Masso del Calcagno e l’urto l’aveva fatta girare. Cambiò direzione e prima che le correnti potessero riprenderla si era già spostata un bel po’ verso la riva.

-Ronja, proviamo! – urlò Birk. La staccò dal ramo al quale si teneva ancora aggrappata. E subito si trovarono tutti e due in mezzo ai gorghi spumeggianti. Ora ognuno doveva lottare per sé, combattere per la sua vita. Vedevano le acque tranquille presso la riva, erano così vicine. Vicine, ma tuttavia troppo lontane.

“La Cascata del Calcagno vincerà!” Pensava Ronja. Non ce la faceva più. Aveva voglia di mollare, di lasciarsi affondare, di abbandonarsi alla corrente e di sparire nella cascata.

Ma davanti a lei c’era Birk, che girò la testa e la guardò. Continuamente si girava a guardarla e così Ronja fece un altro sforzo. E continuò a sforzarsi fino a che non ce la fece proprio più. Ma ormai erano in acque tranquille, e Birk la tirò a riva.

Con la forza della disperazione si trascinarono sulla riva e là, sotto il sole caldo, si addormentarono senza nemmeno rendersi conto di essersi salvati.

 

Ronja, Astrid Lindgren

 

 

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