January 21, 2011

« Per uno del Midwest, la matematica del college produce un’evocazione catartica della nostalgia di casa. Io ero cresciuto in mezzo a vettori, rette, rette che intersecano rette, griglie — e all’altezza dell’orizzonte, le ampie linee curve delle forze della natura, il bizzarro assetto topografico a spirale di un immenso lotto di terra stirata dalle glaciazioni, che si poggia e ruota su placche geologiche. L’area dietro e sotto queste grandi curve alla giunzione di terra e cielo ero in grado di disegnarla a occhio molto prima di sapermi servire degli infinitesimali come aiuto e degli integrali come schema. La matematica in una scuola dell’Est collinoso era facile come svegliarsi la mattina: scomponeva i ricordi e li riportava alla luce. L’analisi matematica era abbastanza alla lettera, un gioco da ragazzi. » ~ “Tennis, trigonometria e tornado”, D.F. Wallace.

%d bloggers like this: