January 21, 2011

« […] definitivamente tagliato fuori dall’università, ripose tutte le sue speranze di rinascita scientifica in una serie di ricerche da autodidatta sull’embriologia e la morfogenesi. In sostanza si domandava come avviene che gli esseri viventi conoscano e applichino il loro programma. Testava i suoi modelli sul computer, che gli permettevano di usare due notti la settimana senza sapere bene cosa ci facesse, ma anche a casa propria, seguendo dei protocolli estremamente personali. Casa sua si riempì di talee, di incubatrici e di acquari gorgoglianti. In alcune stanze regnava un caldo da serra, in altre si gelava. Coi suoi esperimenti di elettrolisi, Turing cercava di capire quali elementi puri fosse possibile isolare a partire da comuni detersivi. Sembrava il laboratorio dello scienziato pazzo in un B-movie degli anni Cinquanta. » ~ “Breve ritratto di Alan Turing”, E. Carrère.

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