March 6, 2011

L’uomo che tutti conoscono e che non conosce nessuno. Non fa caso a nessun viso, a nessuna voce, a nessuna figura. Quando è amato, non sa mai chi era ad amarlo. Vive sì quell’attimo, ma non c’è nulla che ne rimanga in lui. Per lui è come se nessuno avesse un nome, o tutti avessero lo stesso. Tutto lo tocca, ma da lui gli esseri umani scivolano via come acqua. Quando ne parla, dice: “Non noto nessuna differenza. Ogni persona è uguale. Con i cani — è già un’altra cosa”. Sembra privo di ogni amore, ma non conosce nemmeno l’odio. Non sa serbare rancore a nessuno. A nessuno fa del male. In molti fa nascere il desiderio di strappargli un ricordo. Ci sono donne che tentano di rammentargli le esperienze che ha avuto con loro. “Non so”, dice lui ogni volta, “può anche darsi”. Si può metterlo dappertutto, per lui è indifferente il luogo in cui si trova. Viene assunto o rapito, di lui si usa e si abusa. Ma a lungo andare nessuno ne tollera l’indifferenza, e alla fine tutti lo riportano a casa. Poiché dice spesso: “Per me è uguale” o: “Ogni persona è uguale”, Uguale diventa il suo nome. Se la passa benissimo, è come se la mancanza di memoria lo mantenesse giovane. Intere generazioni lo conoscono e parlano di lui, ma lui non cambia; di padre in figlio e di madre in figlia l’immagine che si eredita di lui è sempre la stessa. E’ un uomo alto, vigoroso, un’espressione di vago stupore gli si è fissata sul viso, che non tradisce mai altri moti. A tutti si accosta a viso aperto e non si ritrae davanti a nessuno. Saluta e a ciascuno dà la mano cordialmente. Ha un’aria fiduciosa che sembra quella di un bambino e che in questo archetipo di un uomo riesce irresistibile. Alcuni che l’hanno appena conosciuto diffidano di lui e cercano di strappargli oscuri segreti d’ogni sorta. Ma ogni volta la sua innocenza supera la prova, e lui mette in imbarazzo anche le menti più fosche. Alcuni gli parlano volentieri, perché lui non fa caso a nulla. E’ il meno pericoloso fra tutti i confessori. Non possiede niente, ma ha tutto quello che gli serve. Ognuno vorrebbe starsene a quattr’occhi con lui; così viene accudito e vestito. Lui non tiene nulla per sé, in casa sua non raccoglie nulla; poiché non c’é cosa che consideri di sua proprietà, si libera subito di tutto. Una donna tenta di legarlo a sé mediante un oggetto prezioso. Gli porta un anello che splende meravigliosamente, poi se lo riprende e ogni volta lo riporta. Alla fine ritiene che sia possibile lasciare l’anello da lui. Ma alla visita successiva l’anello è scomparso. L’ambiente intorno a lui è composto di cose che appartengono ad altri. Chi gli vuol bene provvede a un minimo essenziale di suppellettili di prima necessità e cerca di conservargliele. Per lui ci sono spesso discussioni e litigi, lui non vi prende mai parte. Non sarebbe nemmeno possibile farne uno schiavo, perché non obbedisce a nessuno. A un certo punto deve avere imparato a parlare. Quindi non si può dire che sia stato sempre senza memoria; ma poiché nessuno si ricorda di quel tempo, la sua origine e la sua giovinezza rimangono un mistero. Gli animali vengono a lui come esseri umani; si direbbe che con lui abbiano più confidenza.

~ “La rapidità dello spirito”, E. Canetti.

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