March 11, 2011

« Effettivamente gli alchimisti sono veri e propri viandanti solitari. Ognuno dice le sue cose a modo suo. E’ raro che essi abbiano discepoli, e sembra che ci sia stata pochissima tradizione diretta, così come non ci sono prove dell’esistenza di cosietà segrete o simili. Ognuno ha lavorato per conto proprio e ha sofferto della sua solitudine. Per questo sono state rare le controversie. I loro scritti sono relativamente alieni da ogni polemica, e il modo nel quale si citano reciprocamente fa intravedere una sorprendente concordanza di massima, anche se non si riesce a capire in cosa effettivamente concordino. C’è poco di quel voler aver ragione a qualsiasi costo e di quei cavilli che deturpano spesso la teologia e la filosofia. La ragione di ciò va probabilmente cercata nel fatto che la “vera” alchimia non è stata mai un affare o una carriera, ma era un vero e proprio Opus compiuto in silenzio e con abnegazione. Si ha l’impressione che ognuno abbia tentato di dare espressione alla propria particolare esperienza, adducendo i dicta dei maestri solo quando sembravano presentare qualche analogia. »

« Questi scritti deteriori si riconoscono facilmente per il numero esagerato delle loro ricette, per la loro redazione trascurata e incolta, per la loro accentuata smania di mistero, per la loro spaventosa piattezza e la spudorata insistenza sulla fabbricazione dell’oro. I libri buoni si riconoscono sempre per la diligenza, l’accuratezza, e l’evidente sforzo mentale dell’autore. »

~ “Psicologia e alchimia”, C.G. Jung.

« Proprio una tale solitudine, tuttavia, è rivelatrice per Jung del significato originale dell’alchimia, del tutto irriducibile a balbettamento prescientifico e avvicinabile piuttosto a una forma marginale di religiosità: accettando, anzi ricercando la solitudine, l’alchimista sembra infatti avere riconosciuto l’aspetto irripetibile, del tutto personale, del processo, in cui di fatto egli vive sé stesso, non meno che come l’esecutore materiale, come lo stesso crogiuolo, come il “vaso” trasformato dalla sua completa implicazione nelle operazioni compiute, dalle emozioni, dalle speranze e dall’attesa quanto al risultato perseguito. » ~ Luigi Aurigemma

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