Archive for April, 2011

Estate nel sud

April 18, 2011

Fiori di castagno, bosco di sera,
mezza luna tra il fogliame, nel bosco noi bevitori silenziosi —
nel vento tiepido della notte tintinnano i nostri calici,
verso il cielo scuro arde il nostro vino.

Noi fiori fuggevoli ardiamo per tutta l’estate:
bevimi, amata! Cara, lasciati bere!
Con le nostre calde fiaccole estive mandiamo segnali
noi amanti al cato notturno dell’estate.
O grido di civetta, o scuro cuore della notte,
farfalla notturna nel chiaro oleandro,
anche noi bruciamo, fratello, ci diamo fuoco l’un l’altro,
agli dei offriamo divini sacrifici.
Risuona, canto della vita e della morte,
i calici tintinnano, la nostra ora divampa!

~ H. Hesse

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La farfalla nel vino

April 18, 2011

Nel mio calice di vino e’ volata una farfalla,
ebbra si arrende alla sua dolce rovina,
nuota e bagnandosi si atrofizza ed e’ pronta a morire;
finalmente il mio dito la fa uscire.

Cosi’ il mio cuore e’ accecato dai tuoi occhi,
beato sprofonda nel calice odoroso dell’amore,
pronto a morire, ebbro del vino del tuo incantamento,
aspetto che la tua mano compia con un cenno il mio destino.

~ H. Hesse

La strada verso l’amata

April 18, 2011

Il giorno apre i suoi limpidi occhi
ebbro di rugiada risplende il mondo
verso la luce giovane
che tiene tutto in un dorato abbraccio.

Sto camminando per il bosco
e tengo diligentemente il passo
con il mattino che si affretta
e mi guida come un fratello.

Vedo il mezzogiorno caldo e greve
fermo nel giallo campo di grano
mi guarda passare senza fretta
inoltrarmi nella campagna.

E quando scende la sera quieta
voglio essere alla meta
mentre l’ardor del giorno muore,
mia amata, saro’ stretto al tuo cuore.

~ H. Hesse

Ricordo

April 18, 2011

Dove poteva essere? — Il sole era al tramonto,
nel mare quieto navigava la mia barca scura,
una bella donna, capelli neri, pallida, sicura,
sedeva accanto a me sulla stretta panca del rematore.

Era la fine di non so che viaggio
e la mia anima tremebonda doleva
per quel bacio lungo e poco saggio
della dama nera sul mare forestiero!
— Dov’era mai?

~ H. Hesse

La belle qui veut…

April 18, 2011

Ti ricordi di me? Siamo ormai vecchi
estranei e diversi, tu e io,
siamo piu’ tiepidi, piu’ freddi,
l’inverno, credo, si avvicina.

Il tempo e’ passato, il tempo e’ trascorso,
ci siamo persi di vista senza rimorso.
La canzone che ti cantavo allora,
cupa nel cuore risuona ancora:

La belle qui veut
La belle qui n’ose
Cueillir les roses
Du jardin bleu…

~ H. Hesse

Il quadro di Bonifacio

April 16, 2011

Conosco una donna che quasi sembra te
nella grazia addolcita, una bella straniera,
la figura delicata e maestra dei suoni,
come una cara sorella ti somiglia.
Purtroppo non so di preciso il nome
della bella straniera dai capelli bondo cenere
— ecco che metti il muso, ma questa volta non c’e’ ragione.
Mai ho toccato in vita mia la bocca sottile
di quella donna, mai le sue mani pallide
e mai ho sentito il suo dolce canto
e mai mi ha sfiorato il suo delicato sguardo,
eppure il fascino suo mi ha stordito;
amo lei da molto prima di conoscerti
e prima di potermi riposare nel tuo amore.
La bella donna ha piu’ di cento anni,
un certo Bonifacio l’ha dipinta,
e’ morta e ci ha lasciato una sua traccia
soltato la’ dov’e’ ritratta la sua bella faccia.
Sparito e’ il suo nme ma non
il canto che lei al liuto d’amore ha intonato
e che affascinante e misterioso
innumerevoli ascoltatori ha incantato
con il fascino bizzarro della malinconia giovanile.

Vibra al suo interno il presagio del piacere
e di ogni innominabile dole pena,
batte al suo interno come in un petto vivente
un cuore selvaggio, oscuro e malato d’amore
nel muto dolore della pienezza incompresa.
Non le parole, non la melodia del canto
che lei intonava allora, conosciamo oggi,
eppure ascoltiamo, eppure brucia
il nostro cuore per quel suono perduto
che, pur non avendolo sentito, capiamo cosi’ bene…
Vieni, ti mostrero’ quel quadro, andiamo!

Ecco! Di un ricco il giardino animato di piaceri,
un mendicante che solleva la misera mano
un falconiere con il falco sul suo pugno
un cavaliere che freccia sul cavallo selvaggio
un cortile curato e ornato di colonne
un paesaggio circoscritto da colline lontane
un pergolato che si perde all’infinito
nel verde, nei profumi e in una nuvolaglia.
E ora in mezzo a questo mondo gioioso
su uno sgabello basso una splendida figura
che incantatrice con una forza misteriosa
attira gli sguardi e li tiene prigionieri,
la liutista! Con la mano delicata
regge il manico dello strumento,
la destra che suona e’ un po’ piegata,
lo sguardo senza meta e’ un po’ trasognato.
La seconda, la piu’ anziana, osserva e tace
con la testa saggia china e pensierosa.

Gli uomini ascoltano. Da quella bocca giovane
per tutti coloro che tacciono in quella cerchia muta
l’enigma bello e oscuro del piacere
e di ogni brama come un sogno si fa consapevole,
il vecchio tenero canto delle gioie d’amore,
dell’amata primavera e della giovinezza —
Quanto e’ bella! Ma soprattutto: quanto e’ lontana,
passata, sfiorita, e non ritornera’.

Mi par di vedere lo spirito bello della giovinezza
che si allontana con un sorriso opaco,
che si strappa dal capo la corona dell’amore gia’ appassita
e passando toglie dalla vasta notte le stelle…

La conosci ora. E se mai staro’ di nuovo
silenzioso nella sera e senza parole
cerchero’ di sfuggire nei vicoli bui
ai canti frivoli dei gruppi piu’ chiassosi,
saprai cosa mi spinge nel silenzio
e non mi guarderai piu’ male. E’ della sorella il canto.

~ H. Hesse

Su Hirsau

April 16, 2011

Fermo sotto un abete bianco
ricordo ancora i tempi antichi
quando fanciullo dolente
il bosco profumato traversavo.

Proprio laggiu’ — steso nel muschio
sognavo schivo e travolgente
una ragazza snella e bionda,
la prima rosa nella mia corona.

Il tempo passa — il sogno s’avvizisce.
Se ne va. Un altro arriva poi.
Da quanto ormai anch’esso se n’e’ andato!

Mi chiedo chi mai fosse quella prima.
Si’, chi? Ricordo solo ch’era lei
snella, affettuosa e dai capelli biondi.

~ H. Hesse

Ti ho chiesto

April 16, 2011

Ti ho chiesto perche’ i tuoi occhi
si soffermano nei miei,
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai osservato a lungo,
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
poi mi hai detto con gentilezza:
ti voglio bene, perche’ sei tanto triste.

~ H. Hesse

April 16, 2011

Non vivere su questa terra
come un inquilino
oppure in villeggiatura
nella natura
vivi in questo mondo
come se fosse la casa di tuo padre
credi al grano al mare alla terra
ma soprattutto all’uomo.
Ama la nuvola la macchina il libro
ma innanzitutto ama l’uomo.
Senti la tristezza
de amo che si secca
del pianeta che si spegne
dell’animale infermo
ma innanzitutto la tristezza dell’uomo.
Che tutti i beni terrestri
ti diano gioia
che l’ombra e il chiaro
ti diano gioia
che le quattro stagioni
ti diano gioia
ma che soprattutto l’uomo
ti dia gioia.

~ “Forse la mia ultima lettera a Mehmet”. Nazim Hikmet.

Alla vita

April 16, 2011

La vita non e’ uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa uno scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldila’.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non e’ uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinche’ vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla e’ piu’ bello, piu’ vero della vita.

~ Nazim Hikmet