Prima che bruci Parigi

April 15, 2011

Finche’ ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finche’ ancora tempo, mio amore
finche’ il mio cuore e’ sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finche’ ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finche’ ancora tempo, mio amore
finche’ il mio cuore e’ sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le piu’ ripetute a Parigi
le piu’ ripetute, le piu’ sincere
scoppierei di felicita’
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi ne’ gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendito palazzo
di cristallo.

Finche’ ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finche’ ancora tempo, mio amore
finche’ il mio cuore e’ sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
— verso il Belgio o verso l’Olanda? —
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finche’ ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finche’ ancora tempo, mio amore.

~ Nazim Hikmet

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