Notturno in tram a Berlino

April 16, 2011

La vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e quattro camminiamo fianco a fianco senza parlarci

ciascuno cammina solo ma siamo l’uno a fianco dell’altro

che cosa non avremmo dato gli uni e gli altri per non sentire il rumore dei passi gli uni degli altri

dentro di noi abbiamo pieta’ imprechiamo gli uni contro gli altri ma ci amiamo perche’ non crediamo gli uni negli altri

che cosa non avremmo dato per arrivare a un incrocio e infilare presto quattro strade diverse ma non so se uno di noi morisse se quelli che restano sarebbero contenti

la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e quattro camminiamo fianco a fianco

la notte prendiamo il tram i tram che non sappiamo dove vadano

la notte i tram puliti larghi a tre vagoni ci portano in qualche luogo con stridori sferragliamenti

a un tratto si levano davanti a noi dei muri bruciati e sotto il riverbero dei lampioni marciano diritti e testardi verso di noi

delle finestre appaiono davanti a noi e vengono in folla verso di noi schiacciandosi l’una con l’altra

finestre che non hanno ne’ vetri ne’ infissi che non sono finestre delle stanze degli upmini ma finestre del vuoto

passiamo davanti alle pote senza battenti le porte che aprono su nulla

sui marciapiedi degli uomini con tre punti sopra il bracciale aspettano il tram

sono appoggiati sui loro bastoni dalle punte di gomma

non so se tutti i muti sono anche dei sordi ma certo la maggior parte dei ciechi sono dei ciechi con gli occhi aperti e le luci dei tram cadono nei loro occhi aperti ma loro non si rendono conto che la luce cade nei loro occhi

vecchie bigliettaie stanche fanno salire i ciechi sui tram

donne che mi avete guidato teneramente tenendomi per mano

a quasi tutte voi non ho dato che qualche poesia e forse un po’ di tristezza

sono grato a voi tutte

traversiamo le tenebre degli spiazzi vuoti dove crescono ciuffi d’erbacce

i tram traversano le piazze i cui palazzi barocchi sono distrutti

e le pietre bruciate spezzate si somigliano talmente che la testa ci gira e giriamo in tondo

questa citta’ e’ tutta bruciata perche’ ha mandato i suoi soldati a distruggere altre citta’

ho visto citta’ raseal suolo avevano mandato i loro soldati a distruggere altre citta’ e i soldati delle altre citta’ le avevano rase al suolo

ho visto citta’ che preparano i loro soldati per manarli a distruggere altre citta’ ed essere distrutte esse stesse

dei violinisti salgono in tram con le scatole dei violini sotto il braccio e i loro lunghi capelli tristi non riescono a nascondere la loro calvizie

questo agosto e’ forse l’ultimo agosto del mondo ha chiesto uno dei violinisti alla bigliettaia in una lingua che non conosco sulle piattaforme dei tram ci sono dei giovani in collera

credo ch’essi non sappiano perche’ e contro chi sono in collera

che ora sara’ adesso all’Avana amore mio sara’ notte o giorno

le ragazze scendono dai tram

le loro gambe sono abbastanza ben fatte

senza fare un gesto seduto dove sono le seguo e sotto il ponte di pietra sento vicinissimo al mio viso il calore dell loro bocche e volto la testa e una giovane donna mi tocca la spalla senza ch’io sappia dov’e’

i suoi capelli son paglia d’oro le sue ciglia azzurre

il suo collo bianco e’ lungo e rotondo

alle fermate vecchie donne terribili con capelli di paglia nera traversano le rotaie tenendosi per mano

l’uomo seduto alla mia destra s’e’ inabissato dentro se stesso s’e’ perduto dentro se stesso

e’ cosi’ lo so e’ cosi’ che la vecchiaia comincia

tuttavia non e’ in mio potere non cadere nelle onde tristi

cosi’ comincia la vecchiaia

l’uomo seduto alla mia destra e’ caduto ancora nelle onde tristi

alla porta del deposito siamo scesi dall’ultimo tram

rientriamo a piedi

tutti e quattro

la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia

quando arriviamo all’albergo il sole comincia a spuntare

nella nostra stanza apriamo la radio

parla dei vascelli cosmici.

~ Nazim Hikmet

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