May 29, 2011

« Per un uomo come Diderot, dalla mente cangiante e disponibile pressoché a tutto, il Salon diventava l’occasione più adatta per mettere allo scoperto quell’officina turbolenta e perennemente attiva che aveva sede nella sua testa. Diderot non aveva propriamente un pensiero, ma la capacità di far zampillare il pensiero. Bastava dargli una frase, un interrogativo. Da lì, se si abbandonava al suo rapinoso automatismo, Diderot, poteva arrivare ovunque. E, nel tragitto, scoprire molte cose. Ma non si fermava. Quasi non sapeva quel che scopriva. Perché era solo un passaggio, un aggancio fra tanti. » ~ “La folie Baudelaire”, R. Calasso.

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