September 7, 2011

« Il De Rerum Natura di Lucrezio e’ la prima grande opera di poesia in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di cio’ che e’ infinitamente minuto e mobile e leggero. Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realta’ di questa materia e’ fatta di corpuscoli invisibili. E’ il poeta della concretezza fisica, vista nella sua sostanza permanente e immutabile, ma per prima cosa ci dice che il vuoto e’ altrettanto concreto che i corpi solidi. La piu’ grande preoccupazione di Lucrezio sembra quella di evitare che il peso della materia ci schiacci. Al momento di stabilire le rigorose leggi meccaniche che determinano ogni evento, egli sente il bisogno di permettere agli atomi delle deviazioni imprevedibili dalla linea retta, tali da garantire la liberta’ tanto alla materia quanto agli esseri umani. La poesia dell’invisibile, la poesia delle infinite potenzialita’ imprevedibili, cosi’ come la poesia del nulla nascono da un poeta che non ha dubbi sulla fisicita’ del mondo. Questa polverizzazione della realta’ s’estende anche agli aspetti visibili, ed e’ la’ che eccelle la qualita’ poetica di Lucrezio: i granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia; le minute conchiglie tutte simili e tutte diverse che l’onda mollemente spinge sulla bibula harena, sulla sabbia che s’imbeve; le ragnatele che ci avvolgono senza che noi ce ne accorgiamo mentre camminiamo. »
~ “Lezioni Americane”, Italo Calvino.

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