September 7, 2012

« Vogliamo davvero far si che l’esistenza si avvilisca in un esercizio di contabili e in una vita da talpa per matematici? Innanzitutto non si deve voler spogliare l’esistenza del suo carattere polimorfo: lo esige il buon gusto, signori miei, il gusto del rispetto di fronte a tutto quello che va al di la’ del vostro orizzonte! Che abbia ragion d’essere una sola interpretazione del mondo, quella in cui voi vi sentite a posto, quella in cinsi può investigare e continuare a lavorare scientificamente nel vostro senso (per voi, in realtà, meccanicistico?), una siffatta interpretazione, che altro nn ammette se non numeri, calcoli, uguaglianze, cose visibili e palpabili, e’ una balordaggine e una ingenuità, posto che non sia un infermità dello spirito, un idiozia! Non sarebbe invece assai verosimile che in primo luogo si lasci afferrare proprio quel che l’esistenza ha di più superficiale ed esteriore, il massimamente apparente, la sua epidermide e il suo sensibilizzarsi? Un’interpretazione scientifica del mondo, com l’intendete voi, potrebbe essere di conseguenza pur sempre una delle più sciocche, cioè, tra tutte le possibili interpretazioni del mondo, una delle più povere di senso: sia detto cio’ per gli orecchi e per la coscienza dei signori meccanicisti che oggi s’intrufolano volentieri tra i filosofi, e sono assolutamente dell’opinione che la meccanica sia la teoria delle leggi prime e ultime, sulle quali ogni esistenza dovrebbe essere edificata come sopra le sue fondamenta. Tuttavia un mondo essenzialmente meccanico sarebbe un mondo essenzialmente privo di senso. »
~ “Die frohliche Wissenschaft”, Nietzsche.

Esangue e deserta
stava natura
disanimata dal rigido numero
e dal vincolo ferreo.
Furono allora le leggi.
Quindi in polvere ed aria
in formule
si sparpaglio’
il polline inesauribile
della vita multiforme.
~ “Hymnen an die Nacht”, Novalis.

Profondo e’ il mondo,
e più profondo che nei pensieri del giorno.
~ ibidem

« Le formule aritmetiche sono parimenti solo finzioni regolative, con cui ci semplifichiamo e ci accomodiamo sul nostro metro — sulla nostra stupidita’ — gli avvenimenti reali, per sfruttarli praticamente. »
~ “Menschliches, Allzumenschliches”, Nietzsche.

« Ma il pregiudizio fondamentale e’ che l’ordine, la perspicuità, la sistematicità debbano inerire al vero essere delle cose, mentre il disordine, il caos, l’insondabilita’ deriverebbero solo da un mondo falso e incompletamente conosciuto — sarebbero insomma un errore — il che e’ un pregiudizio morale, ricavato dal fatto che l’uomo veritiero e degno di fede suol essere un uomo dell’ordine, delle massime, e in complesso qualcosa di prevedibile di pedantesco. Ora pero’ non e’ affatto dimostrabile che l’in se’ delle cose sia conforme a questa ricetta di funzionario modello. »
~ Frammento postumo

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