December 28, 2016

Conoscere un bosco come la propria casa, passeggiarci ogni giorno, notare i minimi cambiamenti quotidiani delle piante, osservare l’arrivo graduale di ciascuna stagione. Ecco, affezionarsi.

Profumo di aghi, di corteccia, di legna appena bruciata. Rumore dei miei passi, di qualche foglia secca che rotola sulla neve, di acqua che si risveglia sotto il ghiaccio, di rami che cigolano contro altri rami. Ogni tanto, un picchio al lavoro. Ogni tanto, una scossa sorda attraversa la superficie del lago ghiacciato. Poi il bosco risuona del latrato triste e cupo dei cani da slitta. I loro occhi ghiacciati trafiggono.

Centinaia di colonne altissime, dipinte con sfumature di marrone e grigio. Archi di giovani tronchi piegati a tutto sesto dalla neve. Pareti e nicchie affrescate di verde, volta a cielo annuvolato. Sul pavimento di neve morbida, fogli di corteccia trasparenti e fragili come carta velina. In tutte le stanze, profumo d’aghi e di legno.

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