Archive for the 'Beauty' Category

December 26, 2016

“And men go forth, and admire lofty mountains and broad seas, and roaring torrents, and the ocean, and the course of the stars, and forget their own selves while doing so.”
~ “Confessiones”, St. Augustine.

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December 26, 2016

“Petrarch first collected from the literature of all countries evidence of the origin and progress of the sense of natural beauty, and himself, in his Aspects of Nature, achieved the noblest masterpiece of description.”
~ Burkhardt

September 15, 2011

« Beautiful things are either forbidden, or they are unhealthy, or they are immoral, or they are NP-complete! » ~ Nadia Pisanti

August 5, 2011

“The best designs […] are intriguing and curiosity-provoking, drawing the viewer into the wonder of the data, sometimes by narrative power, sometimes by immense detail, and sometimes by elegant presentation of simple but interesting data”. ~ “The visual display of quantitative information”, E.R. Tufte.

June 17, 2011

« The name of the geometrical proportion (a/b=c/d) was in Greek, and in Vitruvius, analogia; harmoniously ordered or rhythmically repeated proportions or “analogies” introduced “symmetry” and analogical recurrences in all consciously composed plans. […] For this notion of symmetry seen as correlating through the interplay of proportions the elements of the parts and of the whole, the Renaissance coined the suggestive words commodulatio and concinnitas. »
~ “The geometry of art and life”, Matila Ghyka.

Il quadro di Bonifacio

April 16, 2011

Conosco una donna che quasi sembra te
nella grazia addolcita, una bella straniera,
la figura delicata e maestra dei suoni,
come una cara sorella ti somiglia.
Purtroppo non so di preciso il nome
della bella straniera dai capelli bondo cenere
— ecco che metti il muso, ma questa volta non c’e’ ragione.
Mai ho toccato in vita mia la bocca sottile
di quella donna, mai le sue mani pallide
e mai ho sentito il suo dolce canto
e mai mi ha sfiorato il suo delicato sguardo,
eppure il fascino suo mi ha stordito;
amo lei da molto prima di conoscerti
e prima di potermi riposare nel tuo amore.
La bella donna ha piu’ di cento anni,
un certo Bonifacio l’ha dipinta,
e’ morta e ci ha lasciato una sua traccia
soltato la’ dov’e’ ritratta la sua bella faccia.
Sparito e’ il suo nme ma non
il canto che lei al liuto d’amore ha intonato
e che affascinante e misterioso
innumerevoli ascoltatori ha incantato
con il fascino bizzarro della malinconia giovanile.

Vibra al suo interno il presagio del piacere
e di ogni innominabile dole pena,
batte al suo interno come in un petto vivente
un cuore selvaggio, oscuro e malato d’amore
nel muto dolore della pienezza incompresa.
Non le parole, non la melodia del canto
che lei intonava allora, conosciamo oggi,
eppure ascoltiamo, eppure brucia
il nostro cuore per quel suono perduto
che, pur non avendolo sentito, capiamo cosi’ bene…
Vieni, ti mostrero’ quel quadro, andiamo!

Ecco! Di un ricco il giardino animato di piaceri,
un mendicante che solleva la misera mano
un falconiere con il falco sul suo pugno
un cavaliere che freccia sul cavallo selvaggio
un cortile curato e ornato di colonne
un paesaggio circoscritto da colline lontane
un pergolato che si perde all’infinito
nel verde, nei profumi e in una nuvolaglia.
E ora in mezzo a questo mondo gioioso
su uno sgabello basso una splendida figura
che incantatrice con una forza misteriosa
attira gli sguardi e li tiene prigionieri,
la liutista! Con la mano delicata
regge il manico dello strumento,
la destra che suona e’ un po’ piegata,
lo sguardo senza meta e’ un po’ trasognato.
La seconda, la piu’ anziana, osserva e tace
con la testa saggia china e pensierosa.

Gli uomini ascoltano. Da quella bocca giovane
per tutti coloro che tacciono in quella cerchia muta
l’enigma bello e oscuro del piacere
e di ogni brama come un sogno si fa consapevole,
il vecchio tenero canto delle gioie d’amore,
dell’amata primavera e della giovinezza —
Quanto e’ bella! Ma soprattutto: quanto e’ lontana,
passata, sfiorita, e non ritornera’.

Mi par di vedere lo spirito bello della giovinezza
che si allontana con un sorriso opaco,
che si strappa dal capo la corona dell’amore gia’ appassita
e passando toglie dalla vasta notte le stelle…

La conosci ora. E se mai staro’ di nuovo
silenzioso nella sera e senza parole
cerchero’ di sfuggire nei vicoli bui
ai canti frivoli dei gruppi piu’ chiassosi,
saprai cosa mi spinge nel silenzio
e non mi guarderai piu’ male. E’ della sorella il canto.

~ H. Hesse

December 22, 2010

« This is a region in which mathematical truth has no discernible structure or pattern and appears to be completely random […] Quantum physics has shown that there is randomness in nature. I believe that we have demonstrated […] that randomness is already present in pure mathematics. This does not mean that the universe and mathematics are completely lawless, it means that laws of a different kind apply: statistical laws. […] Perhaps number theory should be pursued more openly in the spirit of an experimental science! » ~ Gregory Chaitin

December 20, 2010

« Mathematics, rightly  viewed,  possesses  not  only  truth,  but  supreme  beauty  cold  and austere, like that of  sculpture, without appeal to any part of  our weaker nature, without the gorgeous trappings of  painting or music, yet sublimely pure, and capable of  a stern perfection  such  as  only  the  greatest  art  can  show.  The  true  spirit  of  delight,  the exaltation,  the  sense of  being more  than Man,  which is  the  touchstone of  the  highest excellence, is to be found in mathematics as surely as in poetry. » ~ “Study of Mathematics”, Bertrand Russell.

December 9, 2010

« A theory with mathematical beauty is more likely to be correct than an ugly one that fits some experimental data. » ~ Paul Dirac

La bellezza

September 11, 2010

« Sono bella, o mortali! come un sogno di pietra,
e il mio seno a cui s’è di volta in volta ferito
ognuno, è fatto per ispirare al poeta
un amore coma la materia eterno e muto.

Troneggio nell’azzurro, incomprensibile sfinge,
unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
odio il movimento che disloca le linee
e mai non piango e mai non rido.

I poeti al cospetto degli atteggiamenti grandiosi
che ho l’aria di copiare dai più fieri monumenti,
consumeranno i loro giorni in studi austeri;

perché ho, per incantare questi docili amanti,
specchi puri che fanno più belle le cose:
i miei occhi, i miei larghi occhi dagli eterni bagliori! »

~ “Les fleurs du mal”, Baudelaire.