Archive for the 'Haifa' Category

April 8, 2011

« […] we shaved a log log n factor from the existing bound […] »
« […] we feel that this result is fundamental, yet we don’t know how it could be useful […] »

~ From a TCS workshop

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Haifa and Ein Hod

April 7, 2011

April 6, 2011

Oggi felafel (pane pita ripieno di palline fritte di ceci blandamente speziate, tahina, sottaceti, cruderies, insalata) e shawarma (rotolo di pane sottile e croccante ripieno di carne tagliata da una pila allo spiedo speziata e salata, insalata, cruderies). Ottimo il secondo, un po’ pesante il primo.

April 5, 2011

A.A. « Usually, I review papers as follows: I read through until I understand well the problem. Then, I think very hard for five minutes on how to solve it. If, after five minutes, I come up with a solution that is comparable to or better than the one described in the paper, I reject it. »

April 5, 2011

« Why building such beautiful theories and algorithms that you already know no bioinformatician will ever implement because they are too complex? »

A.A. « Well, it often happens that initially nobody really understands a problem or its solution, or even cares about it. See for example the suffix tree. But after a while, everybody uses it and it is even taught at school. Some problems that are obscure now can become very important later on. »

M.L. « There is also another interesting point. After a while, possibly a long time, people start to see the original problem differently, more clearly, and start to grasp connections to other problems. The original ideas, the original complicated proof, go through a process of simplification and clarification. Simplification of a previous result is highly respected in Mathematics (not so much in CS). »

April 4, 2011

L’hummus, per esempio, è stupendo: cremoso e compatto, un retrogusto amaro perfetto in questo luogo che non riesco a decifrare. Non sono sicuro ci siano insegne, ma è un ristorante di pesce molto famoso nella zona. Il proprietario è un uomo estremamente panciuto, pelle bruna, volto da egiziano, piglio concreto di gran lavoratore e furbo imprenditore. Due parole in Inglese, poi basta. Non serve ascoltare Gadi per capire che è un’autorità nel quartiere: sembra l’incarnazione stessa del potere temporale. Si continua con gli antipasti: gamberetti croccanti in sugo all’aglio, cavoli strepitosi, apparentemente arrostiti in una salsa amara, verdeggiante, i cui ingredienti ignorerò per sempre. Pane basso, morbido, da intingere. Fuori è finito da poco il mercato del pesce: gatti magri si attardano sulla piazzetta. Ci vengono serviti sgombri e altro pesce azzurro fritto, accuratamente purificato dell’olio. Si parla, inevitabilmente, della guerra.