Archive for the 'Nature' Category

May 19, 2017

“Nature” is what we see
The Hill – the Afternoon
Squirrel – Eclipse – the Bumble bee
Nay – Nature is Heaven
Nature is what we hear
The Bobolink – the Sea
Thunder – the Cricket
Nay – Nature is Harmony
Nature is what we know
Yet have no art to say
So impotent Our Wisdom is
To her Simplicity.

~ Emily Dickinson

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April 9, 2017

January 25, 2017

“Bastava il nuovo sogno, bastava la nuova, rinnovata brama per rendere sopportabile l’esistenza, per conferirle qualcosa di simile a un senso, per illuminarla e redimerla. Gli amici di Albert, perlomeno quelli che ancora gli restavano, non comprendevano molto bene queste sue fantasie. Di una cosa pero’ s’avvedevano, ed era che Albert viveva sempre piu’ chiuso in se stesso, che parlava sempre piu’ tra se’ e sorrideva in maniera sempre piu’ strana, che era lontanissimo, non partecipava affatto a cio’ che per altri e’ caro e importante, si asteneva dalla politica e dai traffici, non partecipava a gare di tirassegno e a balli, a dotte conversazioni sull’arte, in una parola a nulla di cio’ che prima gli dava gioia. Era divenuto un eccentrico, un mezzo matto, capace di andarsene a passeggiare in una grigia, fredda giornata d’inverno, respirando gli odori e i colori dell’aria gelida, di star dietro a un bambino capace solo di balbettii, di rimanere per ore a fissare un’acqua verde, un’aiuola fiorita, oppure di sprofondare, come un lettore nel proprio libro, nelle linee che scorgeva in un peszetto fi legno tagliato, in una radice o in un tubero. Nessuno piu’ si interessava a lui, che all’epoca viveva in una cittadina straniera.” ~ Hesse

January 14, 2017

“Il fiume, com’egli lo cantava, calava dai monti, scuro e selvaggio, in un’ebbrezza distruttiva; digrignando i denti sopportava a stento di essere imbrigliato dai mulini, scavalcato dai ponti, odiava tutte le navi che doveva portare, e tra le sue onde e tra lunghe, verdi erbe marine cullava sogghignando i corpi bianchi degli annegati.”
~ “Sogno flautato”, Hesse.

January 2, 2017

“We should go forth on the shortest walk, perchance, in the spirit of undying adventure, never to return; prepared to send back our embalmed hearts only, as relics to our desolate kingdoms. If you are ready to leave father and mother, and brother and sister, and wife and child and friends, and never see them again; if you have paid your debts, and made your will, and settled all your affairs, and are a free man; then you are ready for a walk.”

“Of course, it is of no use to direct our steps to the woods, if they do not carry us thither. I am alarmed when it happens that I have walked a mile into the woods bodily, without getting there in spirit. In my afternoon walk I would fain forget all my morning occupations, and my obligations to society. But it sometimes happens that I cannot easily shake off the village. The thought of some work will run in my head, and I am not where my body is; I am out of my senses. In my walks I would fain return to my senses. What business have I in the woods, if I am thinking of something out of the woods?”

~ Thoreau

December 28, 2016

“Il poeta si trova a casa sua in ogni selvaggia contrada piu’ che nei templi.” ~ Nietzsche

December 28, 2016

Profumo di mare, vento fresco, sole sulle rocce. Strida di gabbiani. Isolotti rocciosi all’orizonte. Banchi di nuvole bianche e azzurre all’orizzonte, come in un dipinto della Venezia di Canaletto. Lievi onde sulla superficie del mare. Nessuno intorno a me. Dietro di me profumo di bosco, di erba primaverile, di fiori.

December 28, 2016

“I was breaking off switches from the nut trees to whip the frogs with. Nut sticks make such fine whips, but they do not last; while birch twigs are just the opposite. I was interested, too, in beetles and other insects; I used to collect them, some were very ornamental. I was very fond, too, of the little nimble red and yellow lizards with black spots on them, but I was afraid of snakes. Snakes, however, were much more rare than lizards. There were not many mushrooms there. To get mushrooms one had to go to the birch wood, and I was about to set off there. And there was nothing in the world that I loved so much as the wood with its mushrooms and wild berries, with its beetles and its birds, its hedgehogs and squirrels, with its damp smell of dead leaves which I loved so much, and even as I write I smell the fragrance of our birch wood: these impressions will remain for my whole life.”
~ Dostoyevsky

December 28, 2016

Conoscere un bosco come la propria casa, passeggiarci ogni giorno, notare i minimi cambiamenti quotidiani delle piante, osservare l’arrivo graduale di ciascuna stagione. Ecco, affezionarsi.

Profumo di aghi, di corteccia, di legna appena bruciata. Rumore dei miei passi, di qualche foglia secca che rotola sulla neve, di acqua che si risveglia sotto il ghiaccio, di rami che cigolano contro altri rami. Ogni tanto, un picchio al lavoro. Ogni tanto, una scossa sorda attraversa la superficie del lago ghiacciato. Poi il bosco risuona del latrato triste e cupo dei cani da slitta. I loro occhi ghiacciati trafiggono.

Centinaia di colonne altissime, dipinte con sfumature di marrone e grigio. Archi di giovani tronchi piegati a tutto sesto dalla neve. Pareti e nicchie affrescate di verde, volta a cielo annuvolato. Sul pavimento di neve morbida, fogli di corteccia trasparenti e fragili come carta velina. In tutte le stanze, profumo d’aghi e di legno.

Eero Järnefelt

December 26, 2016

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