Archive for the 'Structure' Category

December 26, 2016

[…] “compared by Baudelaire to a “deep and dark mirror”, Leonardo seduces us by his hermeticism, his strangeness.”

“This Leda no more appeals to the delirium of the senses than the Mona Lisa does; it speaks of the obscure mechanism of childbirth, of genetic aberration, of the imperious and primitive surge of life in the depths of the body and the entrails of the earth. Some critics admit to finding the contents of this work terrifying. Looking at it, one senses only too well the transcendence of science: one feels how the painter, in conceiving his picture, had studied the relentless growth of plants, whirlpools of water, and abdomens dissected by flickering candlelight: One grasps above all the fascination, unease, and irrational anguish aroused by the “hideous” idea of procreation and the “great mystery” of woman. … With its idolatrous and tormented naturalism, the painting outraged not so much virtue as Christian reason.”

“His figures are not smiling the smile of inner peace. They are smiling in order to bewitch. … Leonardo sets out to disturb and trouble the emotions. … His subject has ceased to be “a voice crying in the wilderness”. He has reached the ultimate limits of human knowledge; he smiles and points at the source of everything, which amazes him but which is unfathomable.”

~ “Leonardo. The artist and the man”, Serge Bramly.

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December 26, 2016

“Ci sono due tipi di scienza, noti agli storici come scienza baconiana e cartesiana. La scienza baconiana e’ interessata ai dettagli, la scienza cartesiana alle idee. Bacone scrisse: ‘Tutto dipende dal tenere gli occhi fissi costantemente sui fatti della natura e ricevere quindi le loro immagini cosi’ come sono. Dio ci ha infatti proibito di spacciare un sogno della nostra immaginazione come un modello del mondo.’ […] Secondo Bacone gli scienziati avrebbero dovuto sperimentare liberamente e raccogliere fatti su qualsiasi aspetto della realta’, finche’, a tempo debito, l’accumulo di dati non avesse chiarito il modo in cui la natura si comporta. Da questo gli scienziati avrebbero poi tratto, per induzione, le leggi della natura.”

“In contrasto con Kuhn, Galison, nella sua opera classica Image and Logic, edita nel 1997, descrive la storia della fisica delle particelle come una storia di strumenti piu’ che di idee. Secondo questo libro, il progresso della scienza e’ stimolato dall’uso di nuovi strumenti.”

~ “Lo scienziato come ribelle”, Dyson.

November 4, 2012

“The course of empire”, Thomas Cole, 1833-36.

August 22, 2012

« With figures and pictographs chipped into stone, the Dighton Writing Rock sits near the Taunton River in southeastern Massachusetts. From 1680 onwards, observers sketched the inscriptions, with divergent results. Same rock, different views […] Some of these uncertain drawings, when sent off to European scholars, were then converted into far-reaching historical discoveries of startling visits to the New World. One researcher “triumphantly established” the marks as Scythian; a distinguished Orientalist detected the word melek (king) on the rock; others thought they saw Phoenician or Runic script. A Scandinavian antiquary translated the drawings into an account of a pre-Columbian sojourn to America by a party of Thorfinn the Hopeful. Since the writing resembles that on the Indian God Rock hundreds of miles southwest, such logic places the Vikings far inland, deep into what is now West Virginia and Ohio. All this scholarship of wishful thinking denies priority to the original Native-American residents; local experts conclude that the marks are Algonquin. »
~ “Envisioning information”, Tufte.

Museo d’Arte Contemporanea di Roma

November 1, 2011

And also: Cristiano Pintaldi, Sandro Chia, Giuseppe Penone.

October 11, 2011

« Secondo l’etimologia latina, testo deriva da textus, che significa tessuto, poiché proprio con questo condivide requisiti di autonomia, coerenza, coesione, e la possibilità di strutturarsi secondo diversi livelli di complessità. » ~ “Semiotica”, Patrizia Magli.

September 7, 2011

« Il De Rerum Natura di Lucrezio e’ la prima grande opera di poesia in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di cio’ che e’ infinitamente minuto e mobile e leggero. Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realta’ di questa materia e’ fatta di corpuscoli invisibili. E’ il poeta della concretezza fisica, vista nella sua sostanza permanente e immutabile, ma per prima cosa ci dice che il vuoto e’ altrettanto concreto che i corpi solidi. La piu’ grande preoccupazione di Lucrezio sembra quella di evitare che il peso della materia ci schiacci. Al momento di stabilire le rigorose leggi meccaniche che determinano ogni evento, egli sente il bisogno di permettere agli atomi delle deviazioni imprevedibili dalla linea retta, tali da garantire la liberta’ tanto alla materia quanto agli esseri umani. La poesia dell’invisibile, la poesia delle infinite potenzialita’ imprevedibili, cosi’ come la poesia del nulla nascono da un poeta che non ha dubbi sulla fisicita’ del mondo. Questa polverizzazione della realta’ s’estende anche agli aspetti visibili, ed e’ la’ che eccelle la qualita’ poetica di Lucrezio: i granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia; le minute conchiglie tutte simili e tutte diverse che l’onda mollemente spinge sulla bibula harena, sulla sabbia che s’imbeve; le ragnatele che ci avvolgono senza che noi ce ne accorgiamo mentre camminiamo. »
~ “Lezioni Americane”, Italo Calvino.

August 5, 2011

“[Nella forma, il contenuto] è calato, fuso, dimenticato e perduto”. ~ De Sanctis

“In arte non s’è padroni del pensiero che quando s’è padroni della forma”. ~ Schumann

T.S. Eliot emphasized “the capital importance of criticism in the work of creation itself. Probably, indeed, the larger part of the labour of an author in composing his work is critical labour; the labour of sifting, combining, constructing, expunging, correcting, testing: this frightful toil is as much critical as creative”. ~ “The function of criticism”, T.S. Eliot.

“La divisione quindi in arte classica che antepone la serenità all’emozione, e romantica che non conosce freno al sentimento è, infine, puramente pratica e riguarda soltanto i mezzi, giacché il fine dell’arte è sempre lo stesso: il superamento della realtà empirica. Le opere d’arte che non arrivano a questo non sono né classiche, né romantiche ma semplicemente mancate”. ~ “Saper vedere”, Matteo Marangoni.

June 26, 2011

« You will know, as far as it is allowed to a mortal, that Nature is from all points of view similar to itself. » ~ “Hieros logos”, Phythagoras of Samos.

June 26, 2011

« Thought, take in its most general meaning to contain art, philosophy, religion, science, taken themselves in their most general acceptation, is the quest of invariance in a fluctuating world. » ~ C.J. Keyser.